IL MASTER apre il 27° Capitolo di TENNISCUP con la vittoria di PAGANI e del Team “Edberg” di capitan OMODEO
- 10 Febbraio 2026
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La 27ª stagione di Tenniscup prende il via, pronta a scrivere altre storie di racchette, amicizie e rivalità che il tempo non scalfisce. Se c’è un momento nella stagione di Tenniscup che profuma d’antico e di moderno insieme, quello è il Master inaugurale. È qui che si incontrano le anime migliori: i dominatori della classifica, i capitani astuti. Sabato scorso, sui campi dell’Associazione Motonautica Pavia, si è consumata la 22ª edizione di questo torneo che apre la stagione con la sua carica rituale di tensione, sorrisi e di colpi vincenti.
Il team che ha trionfato è quello che, con nome evocativo e carattere battagliero, si è fatto chiamare “Edberg” — un omaggio forse a un elegante serve-and-volley, un segno di stile più che di semplice vittoria. Capitanato da Luca Omodeo e composto da Mario Morello, Gianni Pagani, Massimo Zamai, Roberto Nieri Geraci e Donatella Scavone, il Team Edberg, nella nuova formula del torneo ha messo in campo non solo bravura tecnica, ma quella saggezza paziente che i tornei amatoriali ben conoscono: sapere ascoltare la palla, leggere l’avversario, sorridere dopo un errore e raddrizzare la rotta dopo uno scambio difficile. A livello individuale, menzione d’onore — anzi, d’obbligo — per Gianni Pagani, proclamato vincitore del Master Individuale per una ragione tanto semplice quanto spietata: ha vinto tutti i doppi disputati con il team vincitore del torneo a squadre.
In finale Edberg ha superato il Team “Sampras”, guidato da Alessandro Giacometti, formazione solida e generosa che ha opposto resistenza tecnica e caratteriale, costringendo gli avversari a guadagnarsi ogni quindici. Non meno vivace la contesa per il podio laterale — che laterale poi non è mai — dove i team “Lendl”, capitanato da Matteo Cantoni, e “Agassi”, guidato da David Mondini, si sono affrontati nella finale per il terzo posto, offrendo un tennis di sostanza e orgoglio, come spesso accade quando la medaglia non è d’oro ma pesa ugualmente.
Ci permettiamo una menzione per coloro che sono apparsi in anticipo di condizione — categoria rara, a queste latitudini stagionali — e cioè Donatella Scavone, precisa come un rovescio scritto in bella calligrafia; Tommaso Milanesi, dinamico e irrequieto quanto basta per disturbare ogni geometria avversaria; Cristian Riccardi, che colpisce con la sobrietà di chi non alza la voce ma il rendimento; Giorgio Callegari, felpato interprete del punto breve, cesellatore di palle corte e fine dicitore di volée, sempre con passo leggero e mano educata; e Roberto Nieri Geraci, interprete di quel doppio ragionato che è, in fondo, una conversazione tra gentiluomini — talvolta interrotta da una volée definitiva.
Come da tradizione, il calendario continua a marzo con il Campionato di Apertura 2026, cornice ideale per ridare forma a squadre, capitani e promesse di vittorie che hanno sonnecchiato solo per un inverno. Questo torneo, vera e propria pietra angolare della stagione, scriverà i primi capitoli di una nuova annata di Tenniscup per tornare a misurare passioni, ambizioni e – come sempre – l’amicizia che rende speciale ogni match. Appuntamento, dunque, a marzo: mentre i circoli si risvegliano e le racchette tornano a sibilare, il Campionato di Apertura sarà il prologo ufficiale del 27° anno di Tenniscup, pronto a regalarci nuove storie da raccontare.
Un ringraziamento particolare a Jorge NAJERA, e all’Associazione Motonautica Pavia, a Laura POZZI e Alessio LISI, a Daniele GRIFFINI e Gianluca SALA di Franco Sport e a tutto il gruppo di Tenniscup che è intervenuto.
