“TENNIS & THE CITY” il racconto di USOPEN e NEW YORK

Dopo due anni dall’ultimo viaggio “tennistico” torno a rivivere le atmosfere di uno slam questa volta (per la prima volta) a New York con lo UsOpen 2016 che presenta un roster di partenza senza Roger Federer ma con altri player e match molto interessanti. Il mio approccio a questo torneo parte da lontano cercando di prendere visione di quelle che possono essere le modalità di accesso ad un viaggio ed a una visita più impegnativa del solito.

UsOpen 2016 in Artur Ashe Stadium
UsOpen 2016 in Artur Ashe Stadium

Dopo aver provveduto a tutte le modalità burocratiche del caso per raggiungere gli Stati Uniti arrivo a New York nell’ora di punta con un traffico a Manhattan mostruoso che noi non sognamo nemmeno nei nostri peggiori incubi, in confronto Milano sembra una città sobria e amichevole in fatto di traffico. Le visite alle attrazioni e musei principali della città probabilmente sono conosciuti anche a molti di voi, una cosa su tutte mi ha colpito ed è la visita al Memorial 9/11 di Ground Zero. Ripercorrere su quel luogo come storia tutto quello che è successo in quel tragico 11 settembre con tanti reperti, video inediti e materiale riguardante le vittime è un esperienza molto forte, tanto è che ci sono uscite di sicurezza ovunque perchè non è per tutti completare il percorso storico del museo.

Le “usanze” del posto si differenziano poi in almeno tre cose principali, ghiaccio a quintali in ogni bevanda, aria condizionata a palla in qualsiasi posto al chiuso, mance a pioggia per tutti i servizi dalla ristorazione al taxi (anche in ricevuta volendo). Sono particolarità che non disturbano particolamente basta conoscerle ma sono lontane dalla nostra realtà. L’incontro casuale con la campionessa e numero due del mondo Angelique Kerber avviene una mattina presto da Starbucks mentre facevo la fila per la colazione, con la dimostrazione che a volte questi campioni sanno essere “easy” come noi umani.

Con Angelique Kerber da Starbucks
Con Angelique Kerber da Starbucks

Tornando al tennis, ho acquistato i biglietti per i primi turni dello UsOpen e devo dire, dopo aver frequentato anche gli altri slam europei, che questo torneo è molto diverso (persino da altri Atp come Roma o Bercy). L’atmosfera è meno convenzionale e meno da evento rigorosamente tennistico, il pubblico americano (forse per frequentazioni di altri loro sport come baseball e football) appare distratto e libero da ogni regola con cui si approcciano gli importanti match di uno slam.

Sul centrale la visuale è buona anche se lo stadio, a mio parere, è troppo grande e dispersivo per il tennis. Inoltre il secondo livello e il terzo livello dell’Artur Ashe sembrano un party con gente che entra ed esce in qualsiasi momento (con cibo e bevande a corredo) fregandosene amabilmente di quello che accade in campo. Emblematica l’immagine di una ragazza che entra sulle tribune (mentre Nadal ha finito il suo match) con quintali di hotdog e bevande a programma finito! Cioè dopo l’ultimo match della giornata, se fosse andata in un fast food quantomeno avrebbe risparmiato il prezzo del biglietto per il tennis, ma questo è il pubblico americano standard e l’organizzazione non limita nelle parti alte dello stadio l’ingresso del pubblico quando il gioco non è in corso.

Molto più raccolta e “tennistica” l’atmosfera dei campi secondari che fa entrare un pò di più nello spirito di un torneo di questa levatura. Il nuovo Grandstand è un catino in cui l’organizzazione fa giocare le partite più “calde” degli americani tipo Isner o Harrison, la sua visuale è ottima e il tifo è molto più acceso e sentito del centrale. Sugli altri campi sono in corso anche ottimi match con player di buona levatura come l’astro nascente Zverev, il sudafricano Kevin Anderson e la nostra Sara Errani purtroppo sconfitta al primo turno sul campo numero 12 senza attenuanti.

Sicuramente con l’avanzare del torneo e del livello dei match miglioreranno sia la disciplina del pubblico e anche l’ordine sulle tribune che invece rispetta le regole sui campi di allenamento dove si possono incrociare tennisti e tenniste di grande livello, sui primi campi pratica mattutini si stanno allenando la giovane stella americana  Cici Bellis e la tedesca Lisicki, ma è sui campi seguenti con le tribune che sono di turno i big come Djokovic , Serena Williams e Andy Murray. Quindi sembra più facile assistere agli allenamenti, che si possono vedere negli orari schedulati, rispetto ad altri slam dove i player mantengono una privacy più rigorosa.

La giornata sul centrale è comunque prodiga di buon tennis con la nostra Roberta Vinci che apre il torneo e a seguire la Kerber che mentre sta vincendo nettamente passa per ritiro dell’avversaria, buon ultimo Rafa Nadal che scalda la folla sembrando tonico e in buona forma, può sicuramente puntare ad arrivare in fondo al torneo. Lascio poi il commento alle immagini e ai video che ho raccolto durante questa esperienza sicuramente non comune e unica nel suo genere, per avere però una visione obiettiva e più certa di quelle che sono le “abitudini” e le atmosfere tennistiche degli UsOpen bisogna, secondo me, vivere anche la seconda settimana del torneo dove iniziano ad esserci solo match importanti. Per me comunque questo viaggio tra “Tennis & the City” è da considerarsi un esperienza molto positiva e divertente, da ripetere per approfondire maggiormente le atmosfere e le sensazioni di questo ultimo slam americano della stagione.

 

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